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Impostazione del ruolo PDF Stampa E-mail

Giuliano Rusca
Inter Fc


Se vogliamo essere veri istruttori/educatori dobbiamo conoscere, capire e accettare i bambini per ciò che
sono e non considerarli adulti in miniatura, forzandoli ad essere ciò che noi pensiamo siano. Partirei da
questo sunto per impostare il lavoro sul RUOLO.
Ogni bambino predilige un ruolo e sceglie di svolgerlo non dopo una scoperta o una presa di coscienza delle
proprie attitudini, ma in funzione della tendenza del momento, il più delle volta questa moda è dettata dai
mass-media. Molti bambini quindi vogliono gli attaccanti, altri le “mezze” punte, naturalmente con il numero
della maglia del loro idolo, ed infine i più generosi o quelli obbligati si adattano al ruolo di difensore,
chiaramente pochissimi vogliono fare il portiere.

A questo punto alla domanda: come impostare il ruolo nell'attività di base? Vi sono miriadi di risposte dal
semplice -i bambini devono giocare liberamente senza ruoli- al -i bambini devono provare tutti i ruoli- Tali
affermazioni celano la convinzione che il ruolo si possa formare da se senza nessun tipo di indirizzo o solo
con delle indicazioni teoriche alla lavagna dell'istruttore di turno e magari prima della partita. Tutto questo
secondo me contrasta con l'impostazione di un corretto protocollo per la formazione del RUOLO nel gioco
del calcio. Il bambino di 11/12 anni va in campo con il pensiero di giocare la partita, la sua partita, che lo
vede protagonista nel momento in cui entra in relazione con la palla, quando deve affrontare l'avversario e
con la collaborazione del suo compagno superarlo muovendosi in tempi e spazi sempre diversi. Il passaggio
dal primo comportamento, nelle categorie precedenti, dove il bambino si muoveva con il così detto “schema
a nuvola”, a quello dove lui deve tener conto: dello spazio di gioco, delle capacità di stare in campo e di
orientarsi in relazione alla posizione assegnata, della palla, dei propri compagni e dei propri avversari
rappresenta il processo di formazione del saper giocare a calcio del nostro allievo.Tale processo che noi
possiamo identificarlo come la formazione di saper giocare in un ruolo è uno degli obiettivi primari di questa
fascia d'età. Il ruolo dell'istruttore educatore è quello di facilitare la comprensione dei concetti spazio
temporali in relazione alle variabili: dimensioni del campo di gioco effettivo, la presenza della palla all'interno
di questo spazio, la presenza sempre nel suddetto spazio di avversari e compagni di squadra. Per il
raggiungimento di questo obiettivo ho approntato delle situazioni di gioco che migliorino
contemporaneamente sia il livello di motricità generale sia le competenze specifiche dell'interpretazione del
ruolo in campo. Vorrei fare un'ulteriore precisazione: una delle maggiori difficoltà che l'istruttore/educatore ha
nel programmare e realizzare il suo progetto di lavoro è quella di fare in modo che il miglioramento di tutti gli
allievi avvenga in modo conseguente e graduale. Tale difficoltà ha stimolato la ricerca di suggerimenti
operativi efficaci sul come procedere ed individuare e ordinare le diverse prestazioni in relazione agli obiettivi
motori prefissati. L'unica pratica a cui ci si può riferire attualmente per fare in modo che i nostri allievi
acquisiscano le varie competenze che a livello difensivo e offensivo necessitano per svolgere al meglio i vari
ruoli sono: le situazioni di gioco semplici. Il principio fondamentale posto alla base di ogni situazioni è quello
della complessità crescente (ogni dicitura che la compone deve infatti rappresentare una prestazione più
facile di quella successiva e più difficile di quella precedente).
Per una corretta impostazione del ruolo bisogna ulteriormente chiarire che:
Il calcio è uno sport di situazione, dove non si può prevedere cosa succederà durante la partita, quindi
l’allenatore deve abituare i propri giocatori ad autonomia decisionale in un sistema chiaro a tutti.
Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte:

  • Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e

dal giocatore)

  • Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione

del campo e del giocatore)
Nella tattica individuale, competenza sulla quale si imposta il ruolo calcistico, in fase di possesso palla il
giocatore deve conoscere:

  • Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale
  • Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla;

andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano
dall’alto

  • Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce;

supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico

  • Guida della palla, finta e dribbling
  • Tiro in porta

Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:

  • Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
  • Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall’avversario); a zona (la posizione è determinata

dalla palla)

  • Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d’ombra

l’avversario)

  • Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli

avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere
CONCLUSIONI:
Il termine ruolo etimologicamente deriva dal francese rôle contrazione di rôtle e questo a sua volta dal
latino ròtulus o rùtula diminutivo di ròta che vuol dire ruota, disco, giro. Il rotulus era quindi un rotolo di
carta. Il ruolo nel calcio significa: compito che un giocatore deve svolgere nel gruppo a cui appartiene

 
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