Convegni precedenti
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Monte Cerignone - 20 maggio 2006

Metodologie e proposte operative da campo.
Orientamenti professionistici come modello di riferimento.

“Di un occhio a ciò che precede «qualsiasi» risultato, credo, infatti, che non
ci sia bisogno soltanto nel calcio, ma anche nella vita di tutti i giorni.
Lo sappiamo tutti: una squadra può giocare un gran calcio e perdere (tanto
che ormai non
scandalizza più nessuno l’allenatore che dice a voce alta: «prima il risultato,
poi il gioco»), quel giocatore eseguire quell’incredibile «numero» e non
sapere alcunché di come ha fatto a farlo, quel dirigente avere un gran
successo sociale e magari essere tanto mediocre, quello scrittore avere
tantissimi lettori e avere copiato tutto da quello che non ne ha.
Potere e profitto, si sa, non prendono neppure in considerazione le strade,
guardano solo alle mete.
Sono convinto che ciò – come fa un’umanità peggiore – fa anche peggiore
quel mondo del calcio che ho sempre guardato dalla parte degli innumerevoli
ragazzini che lo sognano. Per loro occorrono sempre migliori maestri.
A loro sono sempre dedicate le mie analisi, perché vorrei che fossero sempre
giudicati per quello che davvero han fatto, e non per quello che si vorrebbe
avessero fatto prima detto col senno di poi, quando il risultato è noto e
sancito.

F. Accame

 

Urbino - 5 maggio 2007

Creare e gestire l’allenamento nel rispetto dello sviluppo del bambino.
Imparare ad insegnare, dalla teoria alla pratica.

<<Ogni periodo della vita dell'uomo possiede un valore non sostituibile>> S. Hessen
<<Il compito di ogni educatore è quello di
conoscere profondamente i valori particolari di ogni età e di riviverli insieme ai propri ragazzi...
non si può stabilire a priori il programma
delle attività di un bambino seguendo le linee
della logica dell'adulto, bensì è necessario affiancarsi al livello della sua logica ed insieme vivere e creare le attività, cogliendo ogni volta il grado o il tipo di equilibrio che si è andato costituendo nell'inconfondibile singolarità di ciascuno>>

L. Coppa.

L'intento del convegno è quello di approfondire la conoscenza relativa alle tappe dello sviluppo del bambino. L'allenatore deve pertanto essere disposto a riconoscere ed interpretare tale soggettività.
A tale scopo è necessaria una formazione professionale basata su una solida impalcatura tecnologica e progettuale, che utilizzi un'ampia pluralità di strategie aderenti
alle differenti e reali possibilità di conquista e di apprendimento dell'allievo.
L'allenamento va inteso come un processo in continua trasformazione, un complesso di strategie dinamiche che di volta in volta necessitano di essere rimodellate ed adattate alle nuove situazioni.
Imparare ad insegnare, in questa prospettiva, è il percorso dell'istruttore-educatore.
Percorso che il convegno vuole individuare attraverso il passaggio dalla teoria alla pratica, dalla programmazione degli obiettivi alla loro realizzazione, dalla consapevolezza metodologica
alla capacità di creare e gestire l'allenamento.
Il mattino in aula si approfondiranno le teorie concernenti le tappe dello sviluppo del bambino e le conseguenti metodologie di allenamento, mentre il pomeriggio in campo saranno sviluppate le proposte operative attraverso giochi ed esercitazioni adeguate alle diverse categorie.


 

Urbino - 3 maggio 2008

Principi, obiettivi e compiti di una moderna Scuola Calcio.
Il calcio controcorrente: una filosofia nuova.

<<Si gioca come si vive, siamo come giochiamo e il calcio è il gioco che abbiamo scelto... Bambini scalzi di qualsiasi sobborgo della nostra America, bambini con scarpette lucide in un parco della ricca Spagna. Ovunque rimbalza un pallone, lì c'è un uomo in nuce che si impegna con tutta l'anima. Corrono, e con la stessa espressione del viso suggeriscono una realtà … ci sono dei compagni,che danno un senso alla parola "solidarietà"; nemici che attraverso un regolamento si civilizzano o magari compiacciono il selvaggio che c'è in loro; e c'è pure un po' di ingiustizia, tanto per cominciare adabituarsi da piccoli. Non sto parlando di un'aula di matematica,ma di un campetto di calcio precario inventato da qualcheparte, con linee immaginarie e porte rasoterra delimitate da camicie sudate. Rimbalza il pallone, si scontrano due eserciti sbrindellati ai quali nessuno dice niente, ma non si tratta di un lavoretto ingenuo: stanno imparando a vivere.>>
Jorge Valdano

 

Il convegno vuole individuare nuove premesse che portino a nuove strategie da utilizzare come principi di una moderna scuola calcio. Abbiamo perso di vista la realtà o più semplicemente non siamo stati capaci di trovare modalità nuove per adeguarci ad essa? Gli spazi e i tempi del giocare a calcio dei bambini sono cambiati. E' innegabile. Ma pur cambiando l'ambiente sociale e le situazioni, una cosa rimane sempre uguale: il bambino, la sua gioia e il divertimento di giocare a calcio. Ed è proprio nella soddisfazione del giocare che troviamo quei principi dai quali partire nella progettazione dei nostri interventi. Dobbiamo riappropriarci del piacere di giocare e riportarlo in quella strada che oggi è la scuola calcio, sfruttando anche tutte le possibilità moderne (TV, Internet, sintetico) per promuovere la gioia del gioco.
Il mattino in aula approfondiremo come ricreare, nelle scuole calcio di oggi, il divertimento, la valenza educativa e tecnica del calcio di strada passando attraverso la figura fondamentale di questa nuova realtà: l'allenatore pedagogo.
Il pomeriggio in campo verranno presentate una serie di proposte che, sulla base dei principi assunti, vogliono dimostrare come sia importante, non tanto l'esercitazione in sé, quanto le modalità di creazione e presentazione giocosa della stessa.
Vista in quest'ottica l'esercitazione valida per i Piccoli amici può esserlo anche per i Pulcini, gli Esordienti e, perché no, anche per gli adulti.

 

Urbino 22- 23 maggio 2009

Dentro il gioco del calcio.
Analisi tecnica, scientifica
e relazionale.

Il percorso dell'allenatore per diventare padrone del processo didattico passa attraverso la crescita dello stesso sotto molteplici aspetti. Competenze tecniche e capacità relazionali rappresentano sicuramente due punti cardine per chi riveste un ruolo di riferimento per le nuove generazioni. Il convegno vuole approfondire la metodologia di lavoro con i preadolescenti entrando nello specifico delle esercitazioni di campo, ma anche analizzando e motivando le modalità di un determinato approccio relazionale. Approccio che richiede sì conoscenze e competenze tecniche specifiche, ma anche e principalmente la necessità di trovare il “nostro miglior modo” di mettersi in relazione con il bambino e il gruppo. In aula verranno analizzati gli aspetti tecnico-tattici entrando nel dettaglio della scheda di allenamento e della progressione didattica volta al raggiungimento di un determinato apprendimento. In campo i diversi professionisti svolgeranno una seduta di allenamento con i bambini delle varie categorie in maniera tale da poter cogliere sia i contenuti proposti sia le diverse modalità con cui ogni allenatore si rapporta ai giovani calciatori. Con l'intervento sulla match analysis verranno analizzati e quantificati oggettivamente i parametri fisici e tecnici di principale rilevanza nel calcio giovanile.