Galleria fotografica
Registrati
Relazioni
Cerca sul sito
Utenti online
1 visitatore onlineStatistiche
Tot. visite contenuti : 32961| Linguaggio e strategie di gioco |
|
|
|
|
La centina e l’arco Nozioni astratte quelle proposte in questi articoli relativi ai movimenti senza palla, che guidano nello sviluppo del gioco, ma al contempo non ci danno alcun elemento concreto per la sua costruzione. Nozioni preziose e insostituibili che, una volta concepita la strategia di gioco, si rendono superflue. Come la centina che, una volta costruito un arco in muratura utilizzato ad esempio per ponti, case, navate di chiese, finisce di esserci utile. La centina, infatti, è una struttura provvisoria, spesso fatta in legno, utilizzata per la costruzione dell’arco stesso.
Teoria e pratica L’interesse, quindi, è rivolto alla relazione tra la “teoria” e la “pratica” nel campo dell’allenamento del gioco del calcio. Come la centina, la teoria, a mio giudizio, non deve essere altro che una costruzione ausiliare che, dopo aver permesso di formare l’arco, si smonta e scompare discretamente affinché questo essere visto in tutto il suo splendore. Questo confronto attribuisce alla teoria un ruolo importante anche se la colloca, in ogni caso, al servizio del gioco (e di tutte le attività che si svolgono in campo per preparare una partita), che è considerato come l’autentico centro di ogni sapere in campo calcistico. Ciononostante, sarebbe un errore attribuire a questo atteggiamento un tentativo di delegittimare il lavoro teorico come fondamento della pratica sportiva. Credo piuttosto che vada interpretato come un segno di sfiducia verso quelle costruzioni teoriche di natura speculativa che tendono a stabilire formule con la pretesa di essere in grado di risolvere i problemi una volta per tutte. Quello che si propone è una teoria che prenda come punto di partenza lo studio concreto delle situazioni di gioco.
Sperimentate sul campo L’apprendimento delle situazioni di gioco costituisce il tema base di molti degli articoli che formano questa nuova rubrica relativa ai movimenti senza palla. L’esperienza ci insegna che questo processo si porta a compimento per cammini molteplici, secondo un itinerario personale che di solito contiene una forte componente autodidatta. Il gioco del calcio appartiene a una forma di conoscenza che nasce dall’azione e si sviluppa proprio con il fare. Non è il risultato della semplice applicazione di un sapere statico e stabilito a priori, bensì comporta un processo dialettico tra pensiero e azione che rimane sempre attivo. In questo risiede la sua difficoltà, ma anche il suo fascino. Se ho imparato qualcosa dopo tanti anni dedicati a questi temi è che qualsiasi tentativo di costruzione teorica nel nostro ambito deva, fin dall’inizio, assumere un ruolo ausiliario, una condizione secondaria, subordinata alle situazioni di gioco, all’attività svolta sul campo, che sono le autentiche depositarie della conoscenza tanto nel calcio quanto in qualsiasi altra attività sportiva. Per questo motivo la condizione sine qua non per la pubblicazione di questi articoli è che le proposte metodologiche presentate siano, prima, provate e sperimentate sul campo. Questo carattere ausiliario che attribuisco alla teoria nel campo dell’attività calcistica non diminuisce per niente la sua importanza, né nega il suo valore decisivo. E’ come la centina che rende possibile la costruzione dell’arco: una volta compiuta la sua missione, scompare e non rientra nella percezione che abbiamo delle situazioni di gioco, ma sappiamo che è stato un passaggio obbligato e imprescindibile, un elemento necessario a erigere quello che ora vediamo e ammiriamo.
Massimo De Paoli
|



