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URBINO 25 -26 maggio 2012

Guida e protezione della palla Stampa E-mail

Claudio Bianchera
A.C. Mantova Preparatore Atletico

Scelta degli obbiettivi
La scelta degli obbiettivi di un allenamento è il risultato di uno studio e presa di coscienza da parte
dell’allenatore-educatore di numerose variabili relative al protagonista del suo agire, il bambino. Nella mia
breve esperienza da allenatore e preparatore coordinativo atletico mi sono reso conto di quanto ci si può
allontanare dall’obbiettivo e allo stesso tempo di quanto si possa cadere in errore nel valutare lo scopo della
propria seduta di allenamento. Per obbiettivo di una seduta cosa intendiamo? Sappiamo che un obbiettivo
può essere tattico (1contro1), tecnico (conduzione di palla), coordinativo (calcolo della traiettoria in
anticipazione motoria), cognitivo (comprensione del pieno-vuoto, tanto-poco), condizionale ( rapidità), morale
( sviluppo delle capacità di adattarsi e accettare i ruoli e alle regole).

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Dentro il gioco del calcio Stampa E-mail

Carlo chiarabini
Direttore del convegno

Il gioco del calcio è lo sport nazionale per eccellenza, non solo in Italia; l'unico che unisce in un comune sentimento di entusiasmo e partecipazione tutte le fasce sociali, a prescindere dagli orientamenti politici, religiosi o dalla condizione economica e che riesce a tenere desta l'attenzione ben prima e ben dopo l'ora e mezza di durata della partita. Ma perché avviene ciò? Perché altri sport altrettanto belli, meritevoli di attenzione, faticosi, non mostrano quel fascino, quell’appeal, quella curiosità tanto attribuita al calcio?

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Allenare l'ordine o la confusione? Stampa E-mail

Claudio Bianchera - Preparatore Coordinativo Mantova Calcio

 

Rispettare il disordine.

Quante volte in uno dei nostri allenamenti richiamiamo all’ordine i nostri piccoli giocatori? Tutti noi cerchiamo in un allenamento di calcio di mantenere più ordine possibile. Ordine sonoro dicendo di non urlare, non fare mille domande contemporaneamente, di non litigare; ordine visivo dicendo di fare restare bene in fila, di fare un bel cerchio, di fare un bel gesto tecnico; ordine etico ordinando di non spingere, non superare, non prendere in giro, non rispondere al mister, non arrabbiarsi, non ridere; ordine tattico dicendo di non andare tutti sulla palla, di passarla, di non scartare tutti, di andare nello spazio (e qui andare in visita degli altri Pianeti del sistema solare..). La maggior parte delle nostre forze fisiche, emotive ed intellettive vengono spese per dare un ordine all’allenamento e mantenerlo per tutta la sua durata.

Due ora sono le domande: 1) di quanto ordine necessita un allenamento per essere allenante 2) come ottenerlo.

Inevitabilmente le risposte variano in base alla fascia d’età del bambino che andiamo ad allenare ed in base alle competenze tecniche e intelligenza emotiva del mister.

  1. Allenare i grandi vuol dire allenare l’ordine. Ordine tattico, rispetto per il mister ed i compagni, rigorosità nell’allenarsi, impegno e serietà. Il mondo degli adulti è un mondo ordinato e razionale, così gli allenamenti che devono essere svolti devono seguire queste caratteristiche.

Quando un adulto è concentrato nella partita o nell’allenamento è preciso nell’appoggio a terra, ha il giusto tempo di intervento nell’azione, è tatticamente ordinato.

Allenare i bambini e in particolare i piccoli è tutto un altro discorso. Ordine tattico(non te la passo), rispetto del mister(che naso grosso che hai) e dei compagni (ruba il posto al compagno),rigorosità nell’allenarsi(pestare i vermi quando piove, scavare per cercarli quando non piove), impegno(divertirsi) e serietà (piangere e ridere). Il mondo dei bambini è fatto di prese in giro,trucchi, bugie, cose buffe che accadono, cose buffe che si dicono, riuscire a fare qualcosa che prima non si riusciva, fare le cose che piacciono, litigare.

Per noi mister, uomini razionali, abituati ormai da tempo a “soffri e coglierai i frutti” oppure a “cosa ridi, devi portare rispetto” il modo di vivere un allenamento di un bambino potrebbe essere visto come una delle cose più irritanti al mondo. Fanno tutto il contrario di quello che siamo abituati ad essere. Ma è il loro modo di essere a cui il mister è libero di reagire con più o meno rigidità chiedendo più o meno ordine.

Ma dobbiamo essere coscienti che questo piccolo giocatore che abbiamo di fronte è un essere umano che si sta scoprendo e che si sta costruendo un immagine di sé. Il bambino ha bisogno di confrontarsi a suo modo con chi gli sta attorno, ha bisogno di conciliare quello che ha dentro con quello che esiste fuori. Come fa? Litigando, scontrandosi, abbracciando, ripetendo le parole che sente buffe all’infinito, sfidando gli altri bambini, urlando Tutto questo è disordine ma segue un ordine rigoroso naturale che sta ben oltre il semplice ordine della fila. In questo “disordine” il bambino scopre se stesso, percepisce se come unità diversa dagli altri, e può iniziare a strutturarsi nell’autonomia di scelta, quello che noi dovremmo pretendere dai nostri futuri giocatori .

  1. Ovviamente questo non sott’intende anarchia. Il “disordine” e non è una confusa autogestione del bimbo che porterebbe a pericoli ed ingiustizie. Ci sono regole etiche e sociali che devono accompagnare il bimbo lungo tutto il suo percorso di scuola calcio. Per la presentazione e l’esecuzione dei giochi, la modifica con varianti, alcuni interventi tecnici è fondamentale raggiungere l’ordine. Come raggiungerlo?

A cercare l’attenzione urlando con autorità, quindi “ordinando”

B cercare l’attenzione alzando al voce modulandola con toni particolari

C cercare l’attenzione facendo domande ai bambini

D cercare l’attenzione con parole strane

E cercare l’attenzione facendo vedere la proposta di gioco ai bambini

F cercare l’attenzione……..

L’ordine che chiediamo è ricerca di attenzione. Con gli adulti l’attenzione si crea trasmettendo interesse che nasce se l’adulto fa qualcosa che sa gli servirà per la prestazione futura.

Anche per i piccoli l’attenzione si crea trasmettendo interresse ma che nasce dal piacere di fare il gioco…di adesso.

 
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